La mente non è più mia. Ormai l'ho persa come tutto il resto della mia schifosa persona.
Non sto bene. Per niente.
Però l'unica cosa che mi posso permettere è lasciar liberare cos'ho nella testa quando sono da sola. Quando non c'è nessuno in casa. Tutte le mie paranoie, ossessioni, paure, fobie, attacchi sono in bella mostra in un teatrino polveroso e decadente dove l'unico spettatore è la me stessa che piange ininterrottamente per quello che mi sta capitando.
Non posso più dire che sto male....lo ridico ogni volta che sono stanca ma tutto passa leggera come una brezza mentre io ho un'uragano infernale.
Ho pensato di aggrapparmi alla mano che mi è stata tesa...ma non riesco neanche ad accetare quella. Una fobia più grande mi prende e non quella di essere aiutata. E poi, questa persona ha anche la sua vita, non posso chiamarla a metà pomeriggio piangendo in piena crisi, mentre magari lei sta lavorando.
Dove sono finita?? Perchè....mi ritrovo così??
Adesso mi concentro. Mia madre sta per tornare, e io devo lavarmi la faccia. E mettere in ordine il casino che ho fatto.
17 aprile 2012
12 aprile 2012
Qualcuno mi tende la mano. E io scappo. Nella direzione opposta. Terrorizzata.
E' qualcuno che conosco e a cui voglio un mondo di bene.
E' qualcuno di cui mi fido.
E' qualcuno che so non mi giudicherebbe e che capirebbe, e se anche non lo facesse, so che ci proverebbe.
Ma la rispetto e la ammiro, e le voglio troppo bene per farle conoscere cosa realmente succede nella mia mente da pazza.
Mi è venuto un attacco d'ansia al solo pensioro di lei che capisce tutti i miei comportamenti e i miei pensieri.
I miei silenzi quando tento di reprimere l'urlo nella testa per non mettermi a urlare veramente. I miei sguardi vacqui quando finalmente ho la testa morta. I miei tic autolesionisti quando invece la pazzia a vinto. La mia ossessione compulsiva verso tutto quello che è a portata di mano. La mia paranoia ogni volta che si parla di cibo, si menziona una cena fuori o si deve mangiare.
No...non riesco a sopportarlo. Non ancora.
E' qualcuno che conosco e a cui voglio un mondo di bene.
E' qualcuno di cui mi fido.
E' qualcuno che so non mi giudicherebbe e che capirebbe, e se anche non lo facesse, so che ci proverebbe.
Ma la rispetto e la ammiro, e le voglio troppo bene per farle conoscere cosa realmente succede nella mia mente da pazza.
Mi è venuto un attacco d'ansia al solo pensioro di lei che capisce tutti i miei comportamenti e i miei pensieri.
I miei silenzi quando tento di reprimere l'urlo nella testa per non mettermi a urlare veramente. I miei sguardi vacqui quando finalmente ho la testa morta. I miei tic autolesionisti quando invece la pazzia a vinto. La mia ossessione compulsiva verso tutto quello che è a portata di mano. La mia paranoia ogni volta che si parla di cibo, si menziona una cena fuori o si deve mangiare.
No...non riesco a sopportarlo. Non ancora.
2 aprile 2012
Una lama affilata sembra l'unica amica che abbia. Mi fa provare un dolore perfetto per il tumulto che ho dentro.
Vorrei non essere mai nata.
Vorrei...
Vorrei...
...é così semplice desiderare.
Bisognerebbe smetterla di desiderare ma ottenere.
Ogni giorno di più quello che voglio cresce in un desiderio sempre più pressante. Ma una razionalità, pazza per me, mi trattiene. Non mi lascia libera.
Devo smetterla di rimandare.
Una lama, mia amica, mi fa ragionare. Mi fa ricordare.
Perché vorrei non essere mai nata.
E smetterla di mangiare. Di dormire. Di respirare. Di vivere.
Perché vorrei morire.
Lentamente.
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