19 settembre 2013

"all'interno aveva scritto qualche verso che ci raffigurava come lo zingaro e il matto, l'uno che creava il silenzio, l'altro che ascoltava con attenzione quel silenzio."

Zingara e matta. Stessa persona.

Sono partita per due settimane.
Sono andata in un luogo fatto da natura, muschio e alberi.
Giornate a cantare e suonare. A fumare tutto il giorno marijuana. A dipingere fino a tarda notte. A camminare in un bosco per ore fino a perdersi. Giornate di pioggia in cui non si faceva altro che dormire. Giornate di sole in cui non si faceva altro che creare qualcosa. Qualcosa di insignificante oppure di meraviglioso. Ma non importa.
In questo viaggio ho scoperto tante cose. Su di me e sulle mie possibilità. Sulle mie capacità.
Ma da quando son tornata vedo davanti a me tante strade tutte buie. Qualunque io prenda, è un andare alla cieca. Ma lei è sempre con me. Sempre. E questo mi rassicura.
Io creo il silenzio. Il silenzio nel mio mondo di caos. Io sono la zingara.
L'altra me è quella che ascolta questo silenzio. Lo ascolta con molta attenzione e lo comprende. L'altra me stessa è la matta. Sono due persone quelle che invadono questo corpo. E non si è mai veramente soli allora??

25 agosto 2013

Non capisco.
La gente mi ferisce.
Quelle più vicine a me mi uccidono ogni volta.
Sono sbagliata.
Sono mal costruita.
Dovrei morire.
Dovrei uccidermi.
Tagliarmi i profondità le vene.
Ingoiare detersivo e pillole.
Non so come....ma dovrei morire.
Non ho più famiglia.
Perchè nessuno mi ama per come sono?
Perchè non vengo accettata così come sono?
Faccio schifo.
Faccio schifo perfino a persone che mi conoscono da tutta la vita e che mi hanno vista crescere.
Faccio schifo a mio fratello. Colui che seguivo giorno e notte.
Colui che a smesso di essere mio fratello da tanto tempo.
Faccio schifo.
Faccio schifo.
Faccio schifo.
Faccio schifo.
Faccio schifo.
Faccio schifo.
Dovrei solo morire.
Dovrei semplicemente uccidermi.
Adesso lo faccio.

16 agosto 2013

Five Days are Passed


Peso tutti gli alimenti, altrimenti non lo mangio.
Conto le calorie di ogni singola cosa.
Rifiuto il cibo offerto.
"No, sono piena." Bugia.
La notte il mio stomaco si contorce tanto dalla fame che non riesco a dormire.
Non è abituato. Negli ultimi mesi mi sono lasciata andare, e questi si è espanso per poter contenere il cibo che ingerivo. Adesso agonizza per quanto poco ne introduco, rispetto a prima.
Mangio quanto basta.
Non sono così idiota da smettere completamente di mangiare da un giorno all'altro, così da ricadere in un'abbuffata dopo tre giorni. E si blocca pure il metabolismo.
"Non serve", mi ripeto, mentre mangio un frutto. Mentre pulisco le carote da far bollire.
Devo darmi tempo.
Piano piano si riducono le porzioni.
Piano piano si perde peso.
E quando arriverà il giorno in cui avrò raggiunto il mio obbiettivo, sarò gia libera di non mangiare.


Aggiorno presto...
....tante cose da scrivere, da raccontare.